Una passeggiata nella storia: Alcatraz

A meno di 2 km da San Francisco si trova la famosa l’isola di Alcatraz .

Diventata una leggenda grazie ad alcuni personaggi che qui vi hanno soggiornato, Alcatraz deve il suo nome al cartografo spagnolo Juan Manuel Diaz che, realizzando la mappatura della baia, la chiamò “Isla de Los Alcatraces” (l’isola dei pellicani).

Pagata solo 5000 dollari dal governatore della città, Alcatraz è  stata utilizzata come prigione fin dalla Guerra di Secessione. Dal 1868 al 1933 infatti fu una prigione militare per detenuti politici, mentre dal 1934 iniziarono gli episodi che la resero così famosa in quanto divenuta carcere federale di massima sicurezza.

I primi detenuti furono i prigionieri indisciplinati di altre strutture carcerarie americane. Ad Alcatraz i detenuti vivevano in celle molto piccole (4 m x 1m) e se destavano preoccupazione o dovevano subite una pena esemplare venivano spostati in celle sotterranee (The Hole) senza letto, luce e pulizia.

I peggiori personaggi del crimine organizzato sono stati almeno una volta ad Alcatraz: Al Capone, Robert Franklin Stroud (l’ “ornitologo di Alcatraz”), George “Machine Gun” Kelly, Bumpy Johnson, Rafael Cancel Miranda, Mickey Cohen, Arthur R. “Doc” Barker, Whitey Bulger e Alvin “Creepy” Karpis. Diversi i tentativi di fuga dall’isola, raccontati anche in alcuni film: Fuga da Alcatraz, The Rock, L’Isola dell’ingiustizia – per citarne alcuni – spesso andati a vuoto a causa delle gelide acque oceaniche. Il carcere venne chiuso definitivamente nel 1963 per volere di Robert J. Kennedy allora procuratore generale.

Se siete in visita a San Francisco non potete certamente non provare un esperienza unica nel suo genere: il tour dell’isola!

Quello a cui ho voluto partecipare io (e che ho dovuto prenotare con 3 mesi di anticipo per ottenere i biglietti xD) è quello delle ore 18 con partenza dal Pier 39. In questo modo, oltre a visitare l’isola, provare “il gabbio” , vedere docce, triage e uffici abbiamo potuto ammirare anche lo skyline di San Francisco al tramonto. Questo tour è dei più gettonati ed è per questo che consiglio vivamente, se interessati, di prenotarlo con mesi in anticipo sul sito ufficiale Alcatrazcruises.com, concessionario ufficiale del National Park Service. Il tour prevede l’utilizzo del battello per raggiungere l’isola, una visita d guidata da un audio guida e la possibilità di girarla liberamente.

Appena raggiunta veniamo accolti dalla scritta “Indians welcome Indians” , simbolo del movimento di protesta di alcuni indiani Sioux nei confronti delle politiche statunitensi verso i nativi americani. Nel corso della visita ho avuto sensazioni contrastanti… in attesa del battello ci si sente liberi e felici (forse a simboleggiare l”ultimo respiro di aria pura), quando si approda sull’isola ci si sente stretti e in un luogo angusto in cui l’unico rumore che si accompagna è il garrire dei gabbiani. Nel corso della visita alle celle, i secondini-guida permettono al visitatore di “provare l’ebrezza” di essere un carcerato, aprono e chiudono le celle e questo forte rumore, mentre si passeggia liberamenta spaventa un po’.

I diversi pannelli informativi, sparsi per l’isola, ne raccontano la storia per tappe. Tra le curiosità:

  • il faro di Alcatraz viene fu il primo della costa. Fu infatti acceso nel 1854
  • le famiglie che abitavano sull’isola non chiudevano quasi mai la porta a chiave perché  tutti si conoscevano
  • non sono mai state ospitate donne detenute- la più  grande colonia di gabbiani vive ad Alcatraz
  • il garrire dei gabbiani rendeva pazzi i detenuti

Insomma un bel pezzo di storia americana da non perdere! E su questa falsa riga vi raccomando la lettura di un piccolo racconto creato dal mio compagno di viaggio Daniele: Bullets’n’Blood in Chicago.

Buona permanenza!

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