La fiamma eterna di Arlington

Arlington National Cemetery

Arlington National Cemetery: honor, remember, explore

Appena di fronte a Washington D.C., prendendo un treno che attraversa il fiume Potomac attraverso un lungo ponte, incontriamo un luogo sacro dedicato alla memoria americana: il cimitero militare di Arlington in Virginia.

Curiosità sul sito

Il terreno su cui oggi sorge apparteneva a George Washington Park Curtis, figlio adottivo del primo presidente degli Stati Uniti d’America. Nel 1857 Curtis lo lasciò in eredità alla sua unica nipote Mary Anna. La ragazza decise di sposare Robert E. Lee, generale dell’armata della Virginia settentrionale durante la guerra civile.

Curiosità: la casa di Robert E. Lee ora un memoriale e si trova proprio sulla collinetta che sovrasta le tombe della famiglia Kennedy.

Nel 1863 il governo decise di creare qui il Freedom House Village, un luogo in cui venivano portati gli schiavi per avere un’educazione, una casa e cure mediche. Nel 1864 duecento acri vengono destinati al primo cimitero militare.

Oggi il cimitero militare è diventato il luogo in cui tutti coloro che hanno onorato e servito la nazione vengono sepolti. Oltre 400.000 vi hanno trovato pace.

Ricordi indelebili di un passato storico

Monumenti, memoriali e alberi ricodano persone e importanti eventi che fanno parte della storia americana. Non solo soldati ma anche astronauti, infermiere, cappellani e membri dell’esercito.

Tra i tanti monumenti il più importante è la tomba dedicata al Milite Ignoto sorvegliata ogni giorno 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Ogni ora nei mesi freddi e ogni 30 minuti da aprile a settembre viene effettuata la cerimonia del cambio della guardia che merita di essere apprezzata e osservata in tutti i suoi momenti.

29 maggio 1917: una data da ricordare per l’America. 103 anni fa nacque John Fitzgerald Kennedy che riposa in questo cimitero

La lapide di  John Fitzgerald Kennedy con la fiamma eterna
La lapide di John Fitzgerald Kennedy con la fiamma eterna

La sua tomba, una semplice lastra in marmo nero che riporta anno di nascita e morte è riconoscibile grazie alla fiamma eterna alimentata dal fuoco acceso durante il suo funerale di stato il 25 novembre 1963, tre giorni dopo il suo assassinio avvenuto a Dallas il 22 novembre.

Le ceneri dovevano essere destinate all’ Holywood Cemetery nel Massachusetts, dove è originaria la sua famiglia. Grazie al Segretario della Difesa, in accordo con la vedova, il Presidente riposa qui, luogo in cui ne ha ammirato la pace dopo averlo visitato nel marzo del 1963 con l’architetto Warnacke.

Curiosità: la tomba rivolta verso il Lincoln Memorial e il Washington Monument è stata creata dalo stesso Warnacke. Si narra che il Presidente prendesse le decisioni più importanti guardando dalla Sala Ovale questo tempio ed ispirandosi ad Abraham Lincoln.

Il National Mall da Arlington
Il National Mall da Arlington

Le promesse e le speranze di una nazione intera

John Fitzgerald Kennedy è uno dei presidenti più celebri e onorati della storia degli Stati Uniti. Dopo il suo assassinio viene identificato come un martire da molti progressisti, diventando il simbolo delle promesse e delle speranze di cambiamento che aprirono i primi anni 60. Una «Nuova Frontiera» che includeva l’espansione delle libertà in casa e all’estero, la promozione dei diritti civili e infine, la corsa alla Luna. La sua brutale morte, a soli tre anni dalla sua elezione, amplificò ancora di più la sua portata simbolica.

Un vero e proprio santuario laico

Percorrendo un strada in salita, si arriva ad una piccola piazzetta, dove si possono leggere alcune celebri frasi scolpite nella pietra, mentre il panorama offerto da Washington, in lontananza, ne fa da cornice. Dall’altro lato ci sono le tombe di John F. Kennedy, di sua moglie, Jacqueline Kennedy-Onassis e di due figli deceduti in tenera età.

La fiamma eterna, alimentata ad olio, ricorda la solennità del luogo. Il silenzio qui è d’obbligo!

Percorrendo una stradina sulla sinistra, si possono trovare le tombe degli altri fratelli: il molto amato Robert, ucciso nel 1968 durante la sua campagna elettorale e Ted, il “Leone del Senato”, morto nel 2009 per cause naturali.

Le tombe e i monumenti a loro dedicari testimoniano come il presidente e la sua famiglia occupino uno spazio d’onore nell’immaginario statunitense e in quello del mondo intero, in un misto di storia, memoria e nostalgia che porta ogni anno migliaia di pellegrini alle loro tombe. 

Molti i libri che parlano di questa figura e noi vi consigliamo la visione di una miniserie di 8 puntate dove un viaggiatore del tempo e un colpo di scena vi terranno incollati allo schermo: 22.11.63

Nota: questo post è stato scritto a quattro mani con un giovane blogger amante degli States: Matteo di Mari’merica

12 Replies to “La fiamma eterna di Arlington”

  • Questi genere di tour sono molto particolari. Di sicuro non lasciano indifferenti. Anche la storia che c’è dietro sembra molto interessante🌺

  • Un luogo che incute rispetto e solennità, dove finalmente tanti hanno trovato pace. Sicuramente un luogo suggestivo, immancabile per chi ama la storia degli States.

  • Questi luoghi pur toccanti per la storia che raccontano, credo debbano essere visitati. Di solito nei miei viaggi, dedico sempre un po’ di tempo a mete di questo tipo.

  • il passato torna a ricordarci gli eventi …luoghi importanti che racchiudono uno spaccato di storia. Un viaggio interessante direi come meta

  • Non potevo che leggere questo tuo post! Mi piacciono molto i cimiteri che raccontano le vite delle persone che ora vi riposano. Sicuramente molto suggestiva la tomba dei Kennedy che oltre ad essere una delle famiglie più in vista d’America è anche stata particolarmente sfortuata.

  • Quando viaggio, cerco di visitare anche i cimiteri quando mi è possibile. Sempre tutto nel rispetto del luogo e delle persone che sono lì a rendere omaggio. Sono posti suggestivi e la tomba di Kennedy sicuramente rende tutto ancora più solenne.

  • Gli americani hanno sempre avuto bisogno di miti e la famiglia Kennedy per quel misto di regalità, ideali e sfortuna è riuscita ad incarnarli tutti.

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