New York vissuta da un aspirante americano

Immigrazione: una gran parte della storia americana che ne ha creato la popolazione odierna. Non solo italiani (che hanno raggiunto il nuovo mondo in tre tornate diverse a partire dalla seconda metà dell’800) ma anche persone provenienti da altri paesi (Cina, Giappone…) che vorrebbero essere cittadini a tutti gli effetti: gli aspiranti americani.

Ellis Island
Ellis Island

Uno dei tour in battello che più raccontano la storia della città è proprio quello che comprende Ellis Island e Liberty Island. Due isole conosciute da tutti, simboli del nuovo mondo e della sua libertà. Il sogno proibito, la fortuna, un lavoro, una vita tutta nuova, questo simboleggiava l’America per i suoi aspiranti.

Immagini scolpite nella mente

Lo skyline di New York, la Statua della Libertà: queste le prime cose che si vedevano dalla nave che raggiungeva una nuova terra. Prima di toccarla realmente si era obbligati a passare da Ellis Island per un periodo di quarantena e di isolamento.

Più di 12 milioni le persone che hanno sostato qui. Gli aspiranti cittadini venivano sottoposti ad un’accurata visita da parte dei medici del Servizio Immigrazione appena scesi dalla nave. Alcuni venivano addirittura marchiati (per lo più persone con problemi fisici e psichici, donne incinte e anziani) e sottoposti a più accurati controlli. Altri invece venivano accompagnati nella Sala dei Registri (Registry Room).

La sala, completamente vuota e posta al centro del main building, permette di calarsi nei panni di un immigrato. Attraverso una rete di computer (in rete con l’American Family Immigration History Center) è possibile conoscere la storia dei propri avi. Accanto ad essa, alcune celle e una sala dedicata ai “non graditi”.

I ricordi di una vita dentro ad un museo

Il corpo centrale ospita l’Immigration Museum a testimonianza di quanto di più storico è accaduto qui. Appena entrato, il visitatore è sorpreso dal Flex of Faces, un video interattivo dove volti di molti immigrati ricreano la bandiera americana. Sbarcati su Ellis Island, possiamo ammirare l’American Immigrant Wall of Honor:700.000 i nomi scolpiti . Ancora oggi nel main building, sono ospitati oggetti, fotografie e toccanti testimonianze del fenomeno immigratorio. Ellis Island è stata inoltre utilizzata come set cinematografico nel film “C’era una volta a New York” del 2013.

Lady simbolo del nuovo mondo

Liberty Island
Liberty Island

Con lo stesso biglietto del battello per Ellis Island (compreso nel City Pass o acquistabile a Battery Park) è possibile visitare anche Liberty Island, l’isola in cui sorge la Statua della Libertà. Trasportata da Parigi a New York, nel 1886, creata dagli architetti Bartholdi ed Eiffel, alla statua sono stati dedicati 3 differenti tour:

  • Il Ground Access permette di girare intorno alla statua senza entrare nel piedistallo o nella corona
  • Il Pedestrian Access permette l’accesso al piedistallo e vederne l’interno (solo su prenotazione)
  • Il Crown Access, acquistabile su prenotazione, permette di salire in cima alla corona e ammirare la città dai suoi 93 metri di altezza.

Nel maggio 2019 sul’isola è stato inaugurato un museo dedicato alla sua storia e realizzazione: Statue of Liberty Museum. Anche questa statua è stata ripresa in molte pellicole cinematografiche tra cui il pluripremiato Titanic quando il Carpathia arriva nella baia di New York.

Una curiosità: Lady Liberty è rivolta verso la sua copia in miniatura che si trova sul Pont de Grenelle sull’Allée des Cygnes, un’isola sulla Senna, a Parigi.

Noi abbiamo acquistato il biglietto per il traghetto direttamente a New York ma non abbiamo potuto beneficiare dei biglietti per il piedistallo e la corona in quanto dovevano essere prenotati o acquistati con qualche giorno di anticipo. Per maggiori informazioni visitate il sito della Liberty Ellis Foundation.

E come dice Mark Twain: “Lascia il segno a New York e sarai un uomo.”

Scketchbook National Geographic
Sketchbook National Geographic

25 Replies to “New York vissuta da un aspirante americano”

  • Quando siamo stati a New York, abbiamo girato Manhattan a piedi, convinti di arrivare alla statua della Libertà e goderci il panorama, ma era chiusa….:(
    Sarà la nostra scusa per tornarci quanto prima!

  • Quest’inverno a Colmar ho scoperto la vita e le opere di Bartholdi. C’è un intero itinerari dedicato a lui ed al suo progetto della statua della libertà

  • Storia che già conoscevo, ma articolo molto interessante. Mi piace che racconti la storia e le curiosità che stanno dietro a questo famosissimo simbolo. Spesso la gente va a fotografare un posto senza nemmeno sapere il suo significato.

  • Ellis Island e Liberty Island, insieme a Brooklyn, sono le parti di New York che ho amato di più, forse perchè sono anche le più autentiche per via della loro storia.

  • Io mi sono fermata praticamente tutto il giorno a Ellis Island e ho lasciato perdere la statua della Libertà. Mi sono commossa entrando al museo nel ricordo di tutte quelle persone che ci sono passate, al pensiero dei moltissimi italiani fuggiti alla miseria che hanno contribuito a fare grande l’America

  • Sai che in tante volte che sono stata a New York non sono mai andata a Liberty Island? Ho preso in considerazione l’idea in un paio di occasioni, ma non avendo prenotato il biglietto, la coda mi ha fatto cambiare idea.
    L’Immigration Museum non me lo voglio perdere la prossima volta.

  • Ho vissuto 15 mesi in Florida e sono stata New York da sola per 3 giorni nel 2018.. non sono stata ad Ellis Island ma non potevo saltare Liberty Island! Spero di tornarci, mi è rimasta nel cuore.. sogno di tornare a vedere l’albero di Natale al Rockfeller 🙂

  • Non sono mai stata a New York anche se è una delle città che vorrei visitare almeno una volta nella vita e sicuramente non potrò perdermi l’itinerario che hai segnalato.

  • Amo New York…purtroppo però quando ci sono stata nel 2012 non ho potuto visitare i posti che hai menzionato perché era appena passato l’uragano Sandy a sconvolgere tutto.

  • In fondo in fondo tutti siamo un po’ aspiranti cittadini americani. Il fascino degli States ci coinvolge tutti per i motivi più disparati e tutti vorremmo esserne cittadini per un giorno o per una vita. L’Immigration Museum ne è la toccante conferma. Una curiosità: c’è una copia della Statua della Libertà anche a Parigi…

  • Il museo di Ellis Island è una delle cose che più mi è piaciuta a New York. La storia degli “aspiranti americani”, molti dei quali nostri connazionali, sicuramente colpisce e lascia il segno.

  • L’Immigration Museum credo sia davvero una delle più belle esperienza nella grande mela. Io ricordo personalmente di essermi quasi commossa, riuscii a trovare anche delle informazioni sul nonno di mio nonno Che partì per il Connecticut!

  • Questa è una visita che farei quasi sicuramente se visitassi New York, ne avevo già sentito parlare tempo fa e trovo sia davvero interessante. Alla fine NY è una città nata da migranti, quindi è alla base di tutto e di ciò che è ora questa metropoli pazzesca!

  • L’ultima volta che sono stata a New York ho visitato anch’io Ellis Island, erano anni che lo sognavo e mi è piaciuto un sacco. Anche perché adesso sono un’immigrata anch’io (Australia) e per avere la residenza permanente ho dovuto sostenere una visita medica che mi ha un po’ ricordato quelle che si facevano allora, di cui avevo imparato lì… poco è cambiato nella sostanza!

  • La prima volta che metterò piede a New York visiterò sicuramente Ellis Island e il museo dell’immigrazione. E cercherò di ricordarmi di prenotare con anticipo i biglietti per il crown access. La vista dalla Statua della Libertà dev’essere magnifica.

  • Tanti hanno questo sogno Americano. Ammetto che il fascino di questo luogo io non l’ho mai subito anche se capisco perché tanti la amano.

  • Bellissimo racconto, che mi fa venire in mente uno dei miei film preferiti: Nuovomondo, di Emanuele Crialese. Quanto dolore dietro all’immigrazione… E quanto coraggio, quanta capacità di reinventarsi. Commovente a dir poco. Non vedo l’ora di tornare a NY!

  • New York continua ad essere il mio sogno. Speravo di riuscire a realizzarlo in occasione del mio 40esimo compleanno che sarà a settembre ma la vedo dura, per il periodo storico in cui ci troviamo. Mi sa che dovrò aspettare ancora 🙁

  • Ho rivissuto la nostra prima volta a New York, lo scorso anno. Una città che ti ubriaca, ammalia, anche per la particolarità della sua recente storia. Assolutamente da fare la gita ad Ellis Island e al museo, non solo per la storia che le caratterizza, ma anche per il panorama che si gode dal battello.

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