Woodstock: un nome, una leggenda

Dal 15 al 18 agosto 1969, la piccola cittadina di Bethel nello stato di New York, si riempì di milioni di persone e visitatori per il festival che ha fatto la storia del mondo: Woodstock.

Un festival di arte e musica, con oltre 450.000 spettatori, svoltosi durante l’apice della cultura hippie tanto da passare alla storia con il nome di Three Days of Peace & Rock Music.

Spettatori da tutto il mondo si sono ritrovati, nel terreno di proprietà di Max Yasgur, per celebrare l’amore e il giovane movimento. Ovviamente il proprietario non si aspettava che il festival avesse cosi tanto successo!

Dopo aver accettato di affittare il suo terreno, perfetto per questo tipo di evento, offrì ai giovani presenti anche cibo ed acqua. E quando scoprì che i proprietari dei terreni confinanti facevano pagare l’acqua affisse sul suo granaio un cartello con la scritta ” Free Water”.

Mai avrebbe pensato di essere citato in giudizio più tardi per danni. Max Yasgur andò anche a processo, ma non si pentì della sua decisione rispetto al festival.

In un celebre film italiano, “Notte prima degli esami”, troviamo una breve ma esaustiva descrizione dell’evento in un dialogo tra Luca e il Prof. Martinelli, interpretato da Giorgio Faletti.

Nel corso dell’evento sono stati moltissimi i musicisti che si sono susseguiti sul palco tra cui: Janice Joplin, Joe Cocker, Sly & The Family Stone, The Who, Crosby, Stills & Nash ma colui che concluse la tre giorni di musica fu Jimi Hendrix.

Jimi Hendrix che brucia la chitarra simbolo del capitalismo americano”

Questa la frase astorica che colpisce di più pronunciata nel dialogo tra allievo e professore.

In realtà Jimi Hendrix ruppe e bruciò la sua chitarra due anni prima, nel 1967, durante il festival di Monterey, in California, che ebbe luogo dal 16 al 18 giugno all’apice della “Summer of Love“.

Il ricavato dell’evento di Monterey, in cui tutti gli artisti si esibirono gratuitamente e il cui il biglietto aveva il costo di un dollaro, fu dato in beneficenza.

Questo festival fu la prima grande apparizione di due importanti artisti del movimento: Jimi Hendrix, grazie all’insistenza di Paul McCartney e The Who, e Janis Joplin.

La sorpresa di Woodstock

Hendrix insistè per essere l’ultimo ad esibirsi a Woodstock per dare ancora una volta scena di sè. Purtroppo la sua performance, che doveva essere originariamente a mezzanotte, ebbe luogo il lunedi mattina alle 9.00, a causa delle pessime condizioni metereologiche che hanno posticipato altri artisti nelle precedenti giornate.

Degli oltre 500.000 spettattori del giorno precedente solo 200.000 riuscirono ad ammirare il chitarrista nella sua performance più lunga: 2 ore!

Una performance che si concluse con un’interpretazione personale dell’inno americano dove, attraverso il suono della chitarra, Hendrix raccontò quanto stava accadento in Vietnam, tra bombardamenti, sparatorie e sirene di contraeree.

Il chitarrista di Seattle

Proprio nella sua città natale, Seattle, un’ala del MoPOP Museum, ex EMP Museum, è dedicata a lui oltre che ai musicisti originari di questa città: Nirvana, Alice in Chains, Pearl Jam e Foo Fighters.

In questo museo vengono raccolti cimeli della storia del rock. Non solo strumenti musicali ma anche cd, diari personali, vestiti e fotografie storiche.

Si chiama Wild Blue Angel: Hendrix Abroad, 1966-1970 la parte di museo a lui dedicata. La storia del chitarrista dal 1966 al 1970 viene raccontata attraverso cimeli musicali, fotografie, chitarre, biglietti e locandine di concerti.

Il padiglione racconta il trasferimento a Londra dell’artista, dove poi morirà, ma anche il suo iniziale nomadismo musicale. Coloratissimi pannelli, in stile flower power, raccontano al visitatore tutti i momenti piu salienti del periodo.

La città inoltre ha dedicato all’artista una statua nel quartiere hippie dove viene ritratto nella sua tipica posizione sul palco.

La statua, creata da un artista locale, si trova di fronte all’AEI Music Network nel quartiere di Capital Hill all’incrocio tra la Broadway e Pine Street ed è meta di moltissimi turisti ogni anno.

La statua dedicata ad Hendrix a Capital Hill

La città inoltre ha dedicato al chitarrista un intero parco ecosostenibile, il Jimi Hendrix Park. Inaugurato nel 2017, ospita una grande scalinata con incisa la firma del chitarrista mentre la passerella centrale che lo attraversa riporta alcune date significative della sua vita oltre che le parole di alcuni dei suoi più grandi successi musicali: Little Wing e Angel. Tutte le piante sono autoctone e il giardino centrale è a forma di farfalla.

E voi cosa ne pensate di Woodstock e di questo artista un pò anomalo?


PS: Questo post è dedicato a tutti i chitarristi e bassisti che ho conosciuto nel corso della mia vita sia per lavoro che non! Spero vi sia piaciuto!


5 Replies to “Woodstock: un nome, una leggenda”

  • Woodstock mi è stato raccontato da mia mamma che all’epoca era ragazzina. Ho visto poi i filmati e ho sentito il cd del concerto. A me sarebbe piaciuto esserci.

  • Mi è capitato spesso di vedere filmati del festival di Woodstock e mi sarebbe piaciuto partecipare! Chissà se ce l’avrei fatta a vedere l’esibizione di Hendrix alle 9 del mattino! 😁 Tanti particolari che ci hai raccontato non li sapevo, effettivamente non mi sono mai informata molto sull’evento.

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