Kurt Cobain e Nirvana in mostra al MoPOP di Seattle

Una storia particolare attraversa questa band divenuta in solamente due anni dalla sua fondazione icona del genere musicale grunge.

Il movimento grunge o Seattle sound, vede la sua nascita nella città statunitense della West Coast nel corso degli anni 80. Un genere molto particolare caratterizzato da musiche scure, nere, note gravi. Band per lo più costituite da voce, chitarra, basso e batteria urlano al mondo la loro rabbia.

Un sound che racconta le piaghe come povertà, disoccupazione e droga che caratterizzano la società di quegli anni, dove spesso i giovani si affidano alle droghe e alla musica per sfuggire dalla noia e dal male.

In quegli anni proprio Seattle era il centro privilegiato del consumo di eroina tanto che scena musicale cittadina fu definita, nel 1989, dal giornalista di Melody Maker, Everett True ” la più eccitante prodotta da una singola città da almeno 10 anni”.

Kurt Cobain, il signore del grunge

Nirvana at MoPOP Museum Seattle

Una vita particolare quella del fondatore dei Nirvana, Kurt Cobain. Un bambino prodigio che già tra i due e quattro anni aveva palesato il suo amore per la musica, probabilmente ereditato dalla famiglia.

All’età di 14 anni la sua prima chitarra. Dopo qualche anno di studio del pianoforte e in concomitanza con l’inizio della scuola superiore, la prima marijuana e l’amicizia profonda con Myer Loftin, un compagno dichiarato omosessuale, passioni pericolose che purtroppo portarono Kurt ad essere isolato dai suoi stessi compagni.

Nel 1985 Kurt lasciò gli studi e ricevette anche un ultimatum dalla madre che lo buttò fuori casa poco dopo.

Dopo aver vissuto con alcuni amici, furtivamente nel seminterrato della madre e nella sua auto una Plymouth Valiant, alla fine si trasferì e visse per un certo periodo sotto il ponte che congiunge Aberdeen a Cosmopolis (tesi mai confermata).

Dopo essersi trasferito ad Olympia e dopo numerosi lavori come lavapiatti, insegnante di nuoto, bidello etc, Cobain fu recluso per aver imbrattato dei muri della città con le scritte “God is gay” e “Homosex Rules”.

Per scrivere i suoi pezzi, Kurt si ispirò tantissimo alla sua vita, tanto che nel 1987 decise di fondare i Nirvana.

I Nirvana e l’ascesa al successo

Un nome una garanzia! Cobain, avvicinatosi per una periodo alla fede buddhista, dice di aver il nome ispirandosi al Nirvana, ossia «la libertà dal dolore e dalla sofferenza del mondo esterno».

Moltissimi i loro concerti in zona, soprattutto ad Aberdeen, Olympia e Seattle tanto da terminare tutti con il loro noto marchio di fabbrica: la rottura degli strumenti musicali. Tanti i loro successi, soprattutto dal 1991 con l’album Nevermind e il singolo ” Smells like a teen spirit” il cui video musicale li portò alla ribalta sui palcoscenici mondiali.

Con l’ascesa al successo, Cobain si sentì talmente soppraffatto da pensare che la sua musica fosse ormai mal interpretata da tutti. Per sfuggire da questi pensieri iniziò ad abusare di droga tanto da arrivare a suicidarsi con un colpo di fucile nella sua casa di Seattle nel 1994, entrando cosi di diritto, e forse per puro caso, nel Club 27 assieme a Jimi Hendrix, Janice Joplin, Brian Jones ( Rolling Stones) e Jim Morrison (Doors).

Taking punk to the masses

Ovviamente la città che ha dato i natali alla band e ha consacrato Kurt Cobain come “Signore del grunge” non poteva non dedicare all’interno del MoPOP Museum un padiglione ai Nirvana.

Ed ecco che nasce il padiglione “Taking punk to the masses” con 200 pezzi da collezione tra t shirt, chitarre, demo su cassetta, cd, biglietti concerti e fotografie.

Non possono mancare gli schizzi su carta di Kobain, lo smile diventato il loro simbolo, poster etc. Colpisce il poster, disegnato da Cobain in persona, del concerto tenuto il 19 marzo 1988 a Tacoma, presso il Community World Theatre dove per la prima volta la band, prima conosciuta con altri nomi (Ted Ed Fred, Skid Row, Pen Cap Chew, and Bliss) si presenta al mondo con il suo nome definitivo: Nirvana.

I cimeli all’asta

Cobain and Love’s house in Seattle, Lake Washington

In seguito alla sua morte moltissimi cimeli legati al fondatore dei Nirvana sono andati all’asta. Dal maglione verde oliva indossato durante il primo MTV Unplugged nel 1994 ( che si dice essere mai stato lavato e regalato ala tata della figlia avuta da Courtney Love) alla chitarra Martin D-18Edel live, e la Fender Mustang, usata durante il tour promozionale dell’album In Utero, l’ultimo della band.

Cobain’s Bench in Viretta Park, photo by Francisco Antunes on Flickr

Ad ottobre 2019, la casa di Seattle sul Lago Washington, in cui il frontman ha vissuto con la moglie per soli 3 mesi e dove ha avuto luogo il suo suicidio è stata di nuovo rimessa in vendita e il suo valore è triplicato benchè il luogo del suicidio sia stato demolito e la casa abbia preso fuoco nel 2016. Ancora oggi il luogo non è visitabile e l’unico modo per fare foto è mettere la macchina fotografica in una delle aperture del cancello di ingresso. All’interno del Viretta Park, adiacente all’abitazione, una panchina rende omaggio al frontman. Visitatori da tutto il mondo lasciano qui doni o scritte per Kurt e la sua band.

Nel mese di agosto 2020 tra i cimeli del musicista, verrà messo all’asta un contratto assicurativo stipulato da Cobain per la casa di Seattle. La articolarità è che la firma riportata è per esteso Kurt D. Cobain (raramente si firmava per esteso) e parte del ricavato verrà devoluto ad un ente benefico cittadino per la lotta contro il suicidio.


Chicche di viaggio sulla mitica Seattle

Scoprite il meglio del MoPOP Museum leggendo il nostro tour in questo post. E se volete scoprite il padiglione dedicato al mito di Woodstock: Wild Blue Angel: Hendrix Abroad, 1966-1970

E per le nostre avventure cittadine al Pier 57 leggete il nostro post: Seattle, Wine, Crabs al Pier 57



4 Replies to “Kurt Cobain e Nirvana in mostra al MoPOP di Seattle”

  • Un altro bel post su Seattle. Mi piacciono i luoghi insoliti da scoprire, e questo museo è uno di quelli. Nirvana? Si, grazie

  • Michela non sai che piacere trovare un post su Kurt Cobain nel Best Travel Post di questo mese su Travel365! Certo, che storia quella di Kurt… le sue canzoni hanno segnato la mia adolescenza, ma dietro alle sue canzoni c’era così tanto… è bello che Seattle abbia voluto dedicargli un museo!
    Grazie per aver condiviso questo post con noi!

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