Il mito della Route 66

Gli Stati Uniti: terra di motociclette, ranch, automobili (rigorosamente cambio automatico) , surfisti, moto e altro ancora. Qui si può esprimere la propria libertà in tanti modi diversi, tanto che la Mother Road ne è diventata il simbolo.

La leggenda della Mother Road

Ormai lo sanno tutti che la Mother Road, la madre di tutte le strade,per eccellenza è la Route 66! Quel famoso “stradone” cha attraversa tutta l’America da Chicago a Los Angeles e che tutti i turisti almeno una volta hanno sognato di percorrere da cima a fondo!

In moto o in auto, questa strada può raccontare tantissime storie fin dalla sua nascita! Circa 2500 miglia che attraversano gli stati di Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona e California!
Aperta al traffico nel 1926, questa strada diede moltissima prosperità alle cittadine che sorgevano su di essa tanto che negli anni 50 divenne la strada preferita di chi andava in vacanza in California.

Tantissime le auto che si mettevano in coda, l’una davanti all’altra, per attraversare la mother road considerata un percorso che facevano per lo più migranti, sognatori – tra cui gli autori della futura Beat Generation – , desperados e un’ intera generazione di turisti alla ricerca delle strade dell’Ovest.

I simboli della Mother Road

Buell, Harley Davidson e Corvette gli emblemi, su ruote, di questa strada.

Il sogno di attraversarla in motocicletta è ancora oggi possibile tanto che alcuni tour operator, Eaglerider per esempio, creano dei tour preconfezionati della durata di circa 15 giorni per permettere di godersi la route su due ruote.

Nulla vieta di noleggiare un’auto o una moto direttamente in loco e prepararsi ad un on the road senza tappe predefinite! E se vi capita di fermarvi in zone desertiche, mettetevi a bordo strada, appendete il capo più colorato che avete sull’antenna e aspettate… una pattuglia verrà avvisata immediatamente dagli aerei che sorvolano la zona e in poche ore arriveranno i soccorsi. Non avventuratevi qui di notte perchè potrebbero passare giorni prima che vi trovino

Moltissime le cittadine che ancora oggi ospitano i cimeli simbolo di questa strada. Noi per esempio abbiamo passato un paio di notti a Williams in Arizona per visitare il Grand Canyon e per ammirare tutte le bellezze di questa strada particolare. Cimeli, garage, cartelli, locali, tutto riporta ai mitici anni 70 quando questa strada era la più battuta da tutti.

Tantissimi gli svariati paesaggi che si susseguono: Chicago, Grand Canyon, la valle della morte – Death Valley, la Monument Valley, Las Vegas, Tulsa, Santa Monica…

Uno sguardo alla letteratura del genere

Molti i libri che parlano o sono in parte ambientati sulla Mother Road. John Steinbeck, nel suo romanzo ” Furore” del 1939 fu il primo a chiamarla così per esempio. Il romanzo racconta il trasferimento di una famiglia di contadini dell’Oklahoma in California, alla ricerca della fortuna.

Poi lo storico “On the Road” di Kerouak, pubblicato nel 1951 e manifesto della Beat Generation, conservato in originale nella libreria di Ferlinghetti , la City Lights Bookstore di San Francisco. I giovani protagonisti del volume autobiografico la attraversano in lungo e in largo cerca di fortuna e lo stesso autore innalza la strada quale simbolo di libertà facendola diventare il “mito” per eccellenza


Chicche di viaggio: il Santa Monica Pier e l’End Of Trail

L’End of Trail Ocean Avenue e Santa Monica Boulevard

All’inizio della strada, a Chicago in Illinois, il cartello “Begin Historic Route 66”, al termine a Los Angeles in California, “End of the trail “.

La fine della famosa strada è stata spostata più volte nel corso degli anni. Negli anni 30 l’arrivo era al centro di Los Angeles tra la Broadway e la 7th Street. Circa 10 anni dopo, intorno agli anni 40 circa, la fine fu spostata a Santa Monica, rinomata località balneare di Los Angeles all’incrocio tra la Lincoln e Olympic Boulevard.

A causa del traffico cittadino delle numerose code che si venivano a formare l'”End of the Trail” è stato poi definitivamente spostato tra Ocean Avenue e Santa Monica Boulevard proprio di fronte al Santa Monica Pier e poco distante dal Bubba Gump Restaurant.

Il Santa Monica Pier è il molo più conosciuto di Los Angeles. Un luogo magico, non solo perchè meta di molti turisti durante l’anno ma anche perchè frequentatissimo dagli abitanti locali. Ha attraversato all’inizio degli anni 90 un periodo buio per via delle vicissitudini locali ma grazie agli abitanti è sempre rimasto un luogo frequentatissimo. E grazie all’installazione del Pacific Park, l’unico parco divertimenti direttamente sull’Oceano Pacifico, il cui simbolo è la Ferris Wheel lo è ancora di più.

E se non sapere dove pernottare vi consigliamo un b&b di Santa Barbara, The Inn at the East Beach” il cui proprietario Frank Santana è un pò particolare… oseremmo dire una persona ” real american style”. Leggete un pò qui il resoconto della nostra aventura e fatevi delle belle risate!



10 Replies to “Il mito della Route 66”

  • Ne ho fatta un pezzetto tantissimi anni fa… interessante a dir poco! Non so se la rifarei, però… con il passare degli anni apprezzo sempre meno i viaggi on the road. Troppo tempo in auto non è più il mio genere

  • La storia di questa strada è davvero affascinante. Io non ci sono mai stata di persona, ma spero di vederla prima o poi. Dev’essere davvero emozionante percorrerla. Io per ora ho visitato solo una parte della Florida

  • Questo viaggio è nella mia wish list da tanto tempo per l’incredibile idea di libertà che mi trasmettono i suoi paesaggi.. E il tuo racconto me lo ha confermato! Prima o poi… 😍

  • Il sogno di mia madre è visitare gli States circolando sulla Route66 in moto o con un’auto d’epoca quindi questo articolo farebbe proprio al caso suo (e infatti gliel’ho inviato). Bellissimo itinerario su una strada iconica!

  • Da circa un paio d’anni a questa parte sto progettando un viaggio negli States ma, per vari motivi (quest’anno c’è pure il malefico Covid), non siamo ancora riusciti a dire “ok partiamo”. Sicuramente sarà il mio viaggio più atteso e programmato fin nei minimi dettagli. Quando trovo un blog che parla di viaggi negli Usa rimando incantata e lo leggo a fondo per scovare nuovsuggerimenti per il viaggio. Inutile dire che la Route66 è una delle tappe fisse, stavo giusto cercando qualche indicazione su come e dove noleggiare un mezzo che ci permetta di vivere appieno questa esperienza, farò tesoro dei tuoi suggerimenti

  • Non sono mai stata negli stati uniti e non nego che mi piacerebbe girarli in lungo e in largo, ma oltre al costo del viaggio (noi siamo 5) penso di non poterlo fare per motivi di salute melio l’europa per me…. ….mi piace leggere dei tuoi viaggi è un po’ come andare in quei luoghi….

  • In effetti la conosco anche io che so molto poco di Stati Uniti e non ci sono mai stata! Ma ho letto il romanzo di Kerouak e nel mio immaginario è legata a questo libro. Percorrerla tutta in auto mi piacerebbe molto!

  • È un viaggio che mi piacerebbe molto fare, per una cosa o per l’altra l’ho sempre rimandato. Arriverà il tempo anche per me… ❤

  • A mio marito piacerebbe moltissimo un giorno percorrere questa strada! Sarebbe bello anche perchè ci sono, ho visto, molti luoghi bellissimi da vedere nelle vicinanze. Chissà… magari un giorno..

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