Insolita Montréal: i luoghi delle Olimpiadi del 1976

Parc Olympique Montréal

Da buona sportiva e da buona runner, non potevo non prevedere nel mio itinerario cittadino la visita del comprensorio olimpico più chiacchierato di sempre!

Nel maggio del 1970, l’allora sindaco della città, Jean Drapeau, annunciava felicemente che la città avrebbe ospitato i giochi olimpici del 1976.

Il parco olimpico, che oggi prende proprio il nome da lui, sarebbe stato realizzato da lì a poco e sarebbe stato in grado di ospitare quasi 60000 spettatori.

L’idea sarà accolta non senza preoccupazioni da parte dei cittadini, che non avrebbero mai pensato di indebitarsi per quasi 30 anni solo per pagare l’opera incompleta.

Il complesso

Il quartiere Olympic Park, prende il nome proprio dall’Olympic Stadium nato nel 1976.

Lo stadio, il parco che lo circonda e la torre inclinata (alta 135m) rendono inconfondibile lo skyline della città. La famosa torre è stata completata nel 1986 tanto che nelle foto delle olimpiadi non è nemmeno presente. Ad oggi è possibile salire sulla torre tramite un’ascensore e lo spettacolo dall’alta è irresistibile solo nelle giornate terse!

Anche il tetto dello stadio non è stato terminato in tempo per la cerimonia inaugurale a cui era presente anche la Regina Elisabetta II. Pensate che durante la cerimonia, gli organizzatori si sono inventati la storiella di aver lasciato appositamente aperto lo stadio per permettere agli dei greci di assistere ai giochi.

Una travagliata storia

Per tirar su tutto questo complesso, dal primo ipotetico costo di 134 milioni di dollari canadesi, si passò nel giro di pochi anni ad un costo pari a 1.4 miliardi di euro. Il costo del complesso è stato interamente pagato dai citadini tramite una tassa sui tabacchi estinguendo il pagamento del debito nel 2006.

Nonostante questa enorme cifra, i cittadini hanno a cuore il complesso e ne vanno orgogliosissimi, tanto da dedicarla al sindaco Jean Drapeau, grazie al quale la città da omonima cittadina del canada è diventata moderna, cosmopolita e attira turismo da tutte le parti.

Ad oggi la struttura viene mantenuta con gli incassi di concerti, fiere e mostre e lo stadio non è utilizzato, nemmeno per allenamento, da nessuna squadra.

La nostra visita

Abbiamo deciso di fare un giro del parco olimpico abbinandolo alla visita al circuito di Formula 1 dedicato al famosissimo pilota canadese Gilles Villeneuve, militante anche in Ferrari e di cui vi parliamo in questo post dedicato.

Abbiamo percorso la scalinata dello stadio e ammirato la città dalle vetrate. Passeggiando intorno alla struttura troviamo il podio degli atleti con tanto di simbolo e il braciere olimpico.

Anche il monumento riportante tutti i nomi dei partecipanti del 76 è storico. E tra i partecipanti, figura anche il nostro portabadiera Pietro Mennea che non voleva prendere parte a questa olimpiade dopo i due pessimi piazzamenti negli europei, ma visto la protesta del pubblico italiano alla fine decise di parteciparvi arrivando quarto nei 200m.

Il parco olimpico che si sviluppa attorno, ricorda molto il parco cdi Philadelphia antistante il Museum of Art di Philadelphia e la famosa scalinata di Rocky.

Anche qui , grazie ad alcuni graffiti a terra i bambini sono liberi di giocare a dama, a scale e serpenti o semplicemente attraversare un labirinto.

Altra coincidenza di viaggio? Una multa presa 10 anni prima dal padre di Luca nel medesimo posto a causa di un idrante seminascosto in mezzo ad un prato… XD

Michela Crosa

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